CHE COS'È LA FELICITÀ

Felicità

Che cos’è la felicità? È cogliere l’attimo come insegnava Orazio nelle sue Odi o come raccontava Robin Williams nel film L’attimo fuggente oppure consiste nell’attesa ed è solo un’illusione come sosteneva Giacomo Leopardi?

Di fronte all’importanza di questo sentimento nella vita di ogni individuo, il 28 giugno 2012 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 20 marzo Giornata Internazionale della Felicità. Da quel momento in poi l’ONU stabilisce ogni anno il World Happiness Report, un rapporto che valuta il benessere soggettivo nei diversi paesi del mondo. Dall'indagine dello scorso anno i luoghi con maggiore tasso di tristezza risultano il Laos, la Cambogia e la Somalia. D'altro canto, il paese con il livello di felicità più alto è la Finlandia, già dagli ultimi otto anni. Quale ruolo, dunque, può assumere lo stato nel quale si vive nella diffusione della felicità? Sebbene nessuna nazione possa mai veramente rappresentare una Kallípolis (Καλλίπολις), la “città ideale” descritta da Platone, è possibile individuare dei punti di forza che un governo può assumere per permettere il benessere di ogni cittadino. Un esempio da approfondire può essere la Cina, la cui società odierna si basa sui principi tramandati da Confucio, filosofo del V secolo a.C. che credeva che un uomo felice corrispondesse a un uomo virtuoso. Secondo la sua visione, la felicità può essere raggiunta attraverso le sei virtù fondamentali: la saggezza (Zhì 智), l’affidabilità (Xìn 信), la perfezione morale (Shèng 圣), la benevolenza (Rén 仁), la giustizia (Yì 义) e la lealtà (Zhōng 忠).

La felicità, perciò, può essere definita come un obiettivo. Questo principio è riconducibile anche alla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, redatta principalmente da Thomas Jefferson e adottata il 4 luglio 1776. Nel testo vengono enunciati i diritti naturali degli uomini (inteso come la specie umana ma non esteso alle donne, agli schiavi e ai nativi americani), tra i quali compare “The pursuit of Happiness”: il diritto alla ricerca della felicità. Questo valore può essere interpretato come la possibilità di cercare ciò che ci rende felici, partecipando ad attività che favoriscano il proprio benessere fino a trovare la soddisfazione nella vita che si conduce.

La Giornata Internazionale della Felicità rappresenta un’occasione per riflettere su cosa significhi davvero essere felici, come individui e come società. È impossibile raccogliere in una sola espressione un’emozione così complessa, ma possiamo provarci vivendo. Che sia battendo le mani al ritmo di una filastrocca, praticando uno sport o in compagnia di persone amate: usiamo il tempo che abbiamo per accendere la scintilla dentro di noi e vivere pienamente ogni istante.

(scritto da Martina Morena Farias - Redazione Blog)